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Attrazioni locali
Monastero Humor La chiesa con la festa nel giorno del "Transito della Madonna" è eretta dal gran cancelliere Teodor Bubuiog, nel 1530. Era circondata secondo le consuetudini dei tempi da forti mura di pietra, delle quali rimane ad oggi solo la torre massiccia di pietra. Caratteristico per la chiesa del monastero Humor è lo svolgimento della pittura, a danno della decorazione architettonica delle facciate, che sarà a diventare una delle caratteristiche delle chiese costruite ai tempi del dominio di Petru Rares. L'innovazione appare nell'atrio, il quale ad Humor è aperto in quattro arcate ad arco spezzato. All'interno della chiesa si trovano i quadri votivi: uno di questi presenta la famiglia di Petru Rares, l'altro si trova tra la navata e il pronao, e presenta il gran cancelliere Teodor Bubuiog e sua moglie Anastasia, e il terzo quadro votivo presenta Daniil il comandante militare supremo e il burgravio della Suceava con sua moglie, Anastasia. .
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Monastero Sucevita Sito nel vilaggio ugualmente denominato, sulle riva del ruscello Sucevita, a 18 km sud-ovest della città di Radauti, il Monastero Sucevita fu costruito negli ultimi decenni del Cinquecento, a spese di tutta la famiglia di signori Movila; tra questi Ieremia ha governato sul trono della Moldavia tra gli anni 1595-1606. La prima opera della famiglia Movila, precedente all'odierno complesso monastico, era una chiesa più modesta, risalendo dal 1581. Durante il regno di Petru Schiopul (1582-1591), i fratelli Movila, diventati i consiglieri del principe e disponendo di una situazione economica propizia, iniziano la costruzione di un ampio monastero. Il primo edificio costruito del complesso è stato la chiesa, edificata tra gli anni 1582 e 1584. Dopo essere asceso sul trono della Moldavia, nel 1595, Ieremia Movila aggiunge alla chiesa due piccole verande, collocate all'entrata in chiesa, sui lati di nord e di sud, le mura e i torri di recinto, che conferiscono al monastero l'aspetto di città medioevale, una casa signorile, delle cui rovine si vedono ancora sul lato di nord del complesso, e delle celle per i monaci. Nella stanza mortuaria sono sepolti i fratelli principi, Geremia e Simon Movila, le cui lastre di tomba, fatte di marmo romeno di Ruschita, costituiscono valori artistici della scultura medioevale romena. L'iconostasi che separa l'altare della navata, è scolpita in legno di tasso, nello stile barocco-rococò, nel 1801.
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Monastero Moldovita Nelle foreste che rivestivano una volta i pendi delle alture alla sinistra e alla destra della valle di Moldavia, come anche sul ruscello Cimirna, vivevano, sin dal Quattordicesimo secolo, numerosi eremiti, i quali con il tempo, hanno fondato una modesta chiesetta in legno. Intorno a quella hanno in seguito eretto le celle facendo nascere così una comunità spirituale. Quell'eremo sarà esteso nel futuro. Da un antico documento ufficiale sappiamo che il „nuovo monastero” cadde in rovina per smottamenti del terreno. Le rovine della stessa si vedono ancora oggi, non lontano dall'attuale monastero costruito da Petru Rares nel 1532. Quello che ci si affaccia oggi, se guardiamo dall'esterno, è infatti una fortezza a mura possenti (spessore di 1,20 m) e alte (5 metri), con delle torri in ambedue gli angoli della facciata e la torre fortissima della porta, splendidamente marcata da un'imposta con toro in un tortiglione. Una volta entrati nel recinto attraversando l'arcata dell'andito sottilmente decorato a „corde” scolpite in pietra, siamo sorpresi dall'insieme che ci si apre. E più tardi siamo stupiti anche dai componenti, presi singolarmente: la navata della chesa dal centro del recinto di solito abbellita con motivi florali è slanciata , ben proporzionata, a piano trifogliato e con le pareti coperte interamente da affreschi come „i fogli di un album aperto a tutte le pagine”; poi si notano le merlature del muro sopra la via delle guardie dai lati di nord e di ovest del recinto.
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Monastero Voronet Opera eretta nel 1488 da Stefano il Grande. La chiesa del monastero con il padrone di "S. Giorgio" è una sintesi di elementi bizantini e gotici, realizzata di una maniera propria, di un'ingenuità brillante, il risultato essendo, un nuovo stile, di un'originalità singolare – lo stile architettonico moldavo. La pittura interna di Voronet è realizzata ai tempi di Stefano il Grande, avendo come modello l'iconografia bizantina e porta l'impronta dell'epoca artistica di Stefan (stile sobrio, concentrato, pieno di grandezza, che riducono all'essenziale le immagini e le espressioni). Si nota l'immagine del "Pantocratore", "L'ultima cena", "La comunione con il pane dei discepoli", "La comunione con il vino", "La lavata dei piedi". Il quadro votivo presenta il fondatore accanto alla signora Maria Voichita, una figlia e il figlio Bogdan, tutti in vestiti d’epoca. La pittura esterna è di un'eccezionale valore artistico. "Il giudizio universale" capolavoro unico al mondo, la più ampia composizione, si nota per l'intensità drammatica, la ricchezza dell'immaginazione, gli elementi di riinterpretazione locale, le armonie di colore nelle quali predomina l'azzurro metallico e i toni dorati.
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La Chiesa "L'Ascensione della S. Croce" di Patrauti E' opera di Stefano il Grande, del 1487. E' costruita in pietra grezza. Fa parte della categoria delle più antiche costruzioni, che radunano gli elementi più caratteristici dellarchitettura moldava: un altare con una sola abside, un campanile, un pronao quadrato. La pittura interna, di un'eccezionale valore, risale dai tempi di Stefano il Grande. Il ritratto votivo del fondatore, come anche la "Cavalcata della S. Croce" attira in particolar modo l'attenzione, per l'autenticità il cui è presentato il viso del grande voivoda e per la maestria della composizione.
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La Reggia di Suceava Collocata su una sporgenza della collina, nella parte estica del municipio di Suceava. Costruita ai tempi di Petru I Musat (1375-1391), l'edificio, "il fortilizio di Musat", ha una pianta rettangolare, provvista ai margini e in mezzo a ciascuno dei lati di torri di difesa a forma quadrata. Agli ordini di Stefano il Grande (1457-1504), la reggia è fortificata per la costruzione di una ricinta che circonda l'antico fortilizio. La cinta è stata costruita in due tappe: prima del 1476 è stata eretta una "cortina" di mura allo spessore di 1,5 m, avendo sulle estremità torri di difesa a forma quadrata e alti 15 m circa. L'antica entrata è stata murata ed è stata costruita una nuova entrata, sul lato meridionale, l'accesso nella reggia facendosi su un ponte, in parte fisso, in parte mobile. Prima del , 1497 è stata costruita un secondo "strato" di mura allo spessore di 2 m circa, avendo le torri di difesa appoggiate alle mura. La reggia è circondata su tre lati, orientale, meridionale e occidentale da un fossato di difesa molto largo. All'interno del cortile si trovavano le stanze del Principe e della sua famiglia, dei servi del Principe, dei soldati, i magazzini per alimenti e munizioni, camere di guardia, una cappella dalle pareti dipinte, la sala del consiglio signorile. Nella reggia funzionava la zecca della Moldavia. La reggia è attestata nei documenti il 10 febbraio 1388.
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Monastero Slatina Opera del Principe della Moldova, Alexandru Lapusneanu. Costruita tra il 1554 e 1558 come necropoli signorile della famiglia. Ha l'aspetto di una vera e propria fortezza e si nota per il suo particolare valore architettonico ed artistico che risuscita e continua le tradizioni di Stefano il Grande e di Petru Rares. Nell'interno della cinta si trova la Casa Signorile, che doveva servire alla famiglia del Principe non solo come abitazione, ma anche come posto di rifugio in caso di pericolo. Anche se ha sofferto trasformazioni lungo gli anni, essa conserva le cornice di pietra delle finestre, con profili nello stile del rinascimento transilvano, confermando così i stretti legami di Lapusneanu con le città di oltre le montagna e specialmente con Bistrita, da dove sono stati portati gli artigiani spaccapietre che hanno lavorato alla costruzione del Monastero Slatina. Così come si presenta oggi, il monastero è il risultato di alcuni restauri successivi.
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Monastero Putna La chiesa del monastero Putna, con la festa del "Transito della Madonna" è prima delle opere di Stefano il Grande. I lavori di costruzione del monastero che sarebbe diventata la necropoli dei Principi, iniziarono il 10 luglio1466 e si conclusero nel 1469, e nel 1481 erano finalizzate le fortezze di ricinta. Il luogo di culto è stato molto danneggiato, durante il tempi, da un forte incendio, saccheggiato in due occasioni dai cosacchi prima e dai polacchi poi. Il forte terremoto del 1739 ha contribuito ancora di più a rovinare il monastero. La chiesa necropoli sita all’interno della cinta ha dimensioni particolarmente grandi per quei tempi. Le mura sono di pietra grezza legata con malta, appoggiate a 12 contrafforti. Il campanile è alto e ben proporzionato, con la mandola in stile barocco, su una base a forma di stella, adornata a colonne attorcigliate e capitali corintici. Nel pronao si trovano le tombe di Bogdan terzo morto nel 1517, della sorella Maria (m.1518), di Maria moglie di Petru Rares (m.1529) e di Stefanita Voda (m.1527). Tra la navata ed il pronao, nella parte meridionale, si trova la tomba di Stefano il Grande, coperta da un baldacchino in marmo bianco. Il sarcofago ha meravigliosi motivi ornamentali di un'alto valore artistico. La pietra tombale, in marmo bianco, ha una bordatura esterna realizzata da un'intreccio di foglie di quercia seguito da un epigrafe. L'Istituto di Putna ha guadagnato un rinome meritato per gli inestimabili valori artistici (ricami, tessiture, manoscritti abbelliti e legati in oro e argento, icone, oggetti di culto), che si trovano nel museo allestito nel recinto del monastero.
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Chilia lui Daniil Sihastrul
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Despre istoria Bucovinei
Queste regioni non sono mai state riconsegnate alla Romania dopo l'anno 1945. |
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